Con la legge 221 del 2015 (cosid­detto «col­le­gato ambi­en­tale») sono stati introdotti mec­ca­n­ismi che pos­sono portare ad un sig­ni­fica­tivo van­tag­gio per le aziende che hanno ader­ito a sis­temi di cer­ti­fi­cazione volon­taria in campo ambi­en­tale (cer­ti­fi­cazione del sis­tema di ges­tione sec­ondo la norma UNI EN ISO 14001 o EMAS o cer­ti­fi­cazione ambi­en­tale di prodotto).

Il leg­is­la­tore, infatti, ha incluso il cri­te­rio della prestazione ambi­en­tale di un’organizzazione tra i para­metri da tenere in conto sia nella parte­ci­pazione a gare d’appalto pub­bliche sia nella con­ces­sione di fondi pub­blici sotto forma di con­tributi, finanzi­a­menti ed agevolazioni in mate­ria ambientale.

In det­taglio, le aziende che inve­stono spon­tanea­mente le pro­prie risorse eco­nomiche nel miglio­ra­mento delle pro­prie prestazioni ambi­en­tali, arrivando a con­seguire la cer­ti­fi­cazione da parte di un ente terzo, potranno ottenere con­dizioni di favore da parte della pub­blica ammin­is­trazione nell’ambito delle pro­ce­dure di val­u­tazione per l’assegnazione di appalti e di finanziamenti/​contributi/​agevolazioni in mate­ria ambientale.

Un primo van­tag­gio è stato sta­bil­ito nella riduzione degli importi delle garanzie richi­este nor­mal­mente alle imp­rese nei con­tratti con la pub­blica ammin­is­trazione. Gli oper­a­tori che hanno con­se­guito una reg­is­trazione EMAS potranno usufruire di una riduzione di tali importi pari al 30%. Per le aziende cer­tifi­cate ISO 14001 o che for­niscano almeno il 50% della for­ni­tura con prodotti con mar­chio Eco­la­bel, la riduzione è del 20%. Del 15%, infine, la riduzione di cui benefi­cer­anno le aziende che hanno con­se­guito la cer­ti­fi­cazione con un’analisi Car­bon Foot­print o con un inven­tario dei gas serra.

Una pre­mi­al­ità ulte­ri­ore è stata introdotta all’art. 16 comma 2 dove si speci­fica che i con­tratti di appalto pos­sono essere asseg­nati alle offerte che si dimostrino più van­tag­giose in ter­mini di con­sumo di ener­gia e di risorse nat­u­rali e di emis­sione di inquinanti, nonchè in con­sid­er­azione dei costi ambi­en­tali con­nessi all’intero ciclo di vita del prodotto (le cosid­dette ester­nal­ità neg­a­tive gen­er­ate sull’ambiente).

Le aziende cer­tifi­cate ISO 14001 o reg­is­trate EMAS o in pos­sesso di cer­ti­fi­cazione ISO 50001, vedranno riconosciute il pro­prio impegno in campo ambi­en­tale in quanto tale cer­ti­fi­cazione cos­ti­tuirà obbli­ga­to­ri­a­mente un ele­mento di pref­erenza nella for­mu­lazione delle grad­u­a­to­rie di accesso ai finanzi­a­menti o contributi.

In più, nella for­mu­lazione dei capi­to­lati di acquisto di prodotti e/​o servizi, le Pub­bliche Ammin­is­trazioni dovranno sta­bilire dei CAM (Cri­teri Ambi­en­tali Min­imi), ovvero i req­ui­siti che dovranno essere rispet­tati dalla for­ni­tura per essere riconosciuti come prodotti a ridotto impatto ambientale.

In tale ambito il Min­is­tero ha pro­mosso lo schema volon­tario di val­u­tazione e comu­ni­cazione dell’impronta ambi­en­tale dei prodotti, denom­i­nato Made Green in Italy, le cui modal­ità di fun­zion­a­mento saranno sta­bilite in det­taglio da un rego­la­mento che il min­istro dell’Ambiente eman­erà entro 180 gg dal 2 Feb­braio 2016, data dell’entrata in vig­ore della legge 221 del 2015.

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