Negli ultimi anni le norme che definis­cono i req­ui­siti per i sis­temi di ges­tione hanno trovato una sem­pre più larga appli­cazione nei diversi set­tori pro­dut­tivi. Una così ampia dif­fu­sione, tralas­ciando l’impatto di provved­i­menti leg­isla­tivi che hanno con­dotto una «moral sua­sion» per real­iz­zarla, si spiega con il fatto che queste norme hanno fun­zion­ato da guida oper­a­tiva per inter­venire sull’organizzazione azien­dale, con­sen­tendo al man­age­ment azien­dale di real­iz­zare le mod­i­fiche e inte­grazioni alla strut­tura orga­niz­za­tiva, ai mec­ca­n­ismi oper­a­tivi azien­dali, che si ren­de­vano necessarie.

Le norme per i sis­temi di ges­tione, nel tempo, hanno assunto una strut­tura base comune, il che, oltre a ren­dere più com­pren­si­bile il det­tato della sin­gola norma, ha facil­i­tato le aziende nel processo di implementazione.

La strut­tura base delle norme per i Sis­temi di Ges­tione è il Ciclo P-​D-​C-​A (Plan, Do, Check e Act) che si è riv­e­lato uno stru­mento estrema­mente flessibile e potente nelle mani del man­age­ment azien­dale, nel con­tinuo impegno di dare attuazione conc­reta alle strate­gie aziendali.

Alle altre voci del menù, una pre­sen­tazione più det­tagli­ata delle sin­gole norme.

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